Scheda Tecnica:
Titolo: "UN PUNTO NEL CERCHIO DEL TEMPO" (Vol.2)
Genere: Fantasy
Edito: Edizioni Mea
Autore: Josy Monaco (@josymonaco su Instagram)
Prezzo cartaceo: 13,50€
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Sinossi:
Quando anche l’ultima casa editrice rimasta rifiuta il suo manoscritto, Vittoria Benincasa abbandona il sogno di fare la scrittrice e decide di cambiare vita. Quando però trova un’opportunità di lavoro in un negozio di antiquariato, strani incontri, coincidenze e sopratutto i libri che la circondano la spingono a riaprire i cassetti dell’immaginazione e a creare da zero la Valle delle Lumache, una dimensione parallela a Napoli dove la straniera Greta Le Clerc dovrà salvare la città da un nemico molto particolare. Parola dopo parola, Vittoria Benincasa si accorgerà che la sua ispirazione ha uno scopo diverso…
Recensione:
Inutile girarci intorno: Napoli sta bene su tutto.
Mi è venuto quasi naturale aprire la recensione così perché di fatto, è stato il primo pensiero che mi ha sfiorato la mente non appena terminata questa meravigliosa lettura. "Un punto nel cerchio del tempo" ha disseminato nel mio archivio dei ricordi tantissimi pensieri e ha fatto riaffiorare altrettanti flashback della mia vita passata che avevo completamente cancellato. Mi ha fatto ripensare all'unica volta in cui ho visitato questa città senza pari e a tutto quello che avevo criptato con lo sguardo nel momento in cui sono scesa dall'autobus e l'ho vista.
Il caos.
Penso che questo libro sia perfettamente ricalcabile nelle divergenti sfumature del luogo in cui è ambientato, è uno di quei magmi nei quali si sta bene, che nonostante la baraonda che si trascinano dietro, sono perfetti...a volte anche troppo.
Credo che la bellezza di questo romanzo, come quella di Napoli, risieda nella fierezza con cui porta avanti il concetto di imperfezione: Vittoria, la protagonista del libro, è il suo esempio emblematico. Si è imbattutta in un mare di delusioni, ha chiuso a chiave il suo sogno nel cassetto ma è al contempo profondamente confusa, di una confusione che si amplificherà quando, un nuovo lavoro, la porterà a vivere in una storia la cui stesura sarà affidata proprio a questo libro.
Al resto del contenuto affido il vostro sguardo, non vorrei che questa recensione sfociasse nella narrazione della mia esperienza e di come ho vissuto personalmente questo viaggio...non è giusto che anteponga la mia visione alla vostra. Ovviamente, una volta terminato, se avrete voglia di intrattenere uno scambio di pareri con me, sarò super felice di parlarne.
Sulla correttezza della forma, invece, per me si apre un altro immenso motivo di argomentazione. Sapete che per quanto mi riguarda, apprezzo tanto più i romanzi semplici ma scritti come si deve piuttosto che quelli con del potenziale nella sostanza ma pieni di refusi e frasi sconnesse.
Nel caso di Josy Monaco, autrice del romanzo in questione, non manca nessuna delle due componenti. “Un punto nel cerchio del tempo” è tutto ciò che cercavo da tempo: un fantasy italiano che non fosse banale come tanti in libreria e che lasciasse qualcosa alla fine non privo del lecito pretesto di voler rimanere nella memoria del lettore anche dopo anni.
Il punto di forza maggiore è l’originalità dell’idea di partenza. Non vorrei essere ripetitiva, ma Vittoria Benincasa, è veramente la carta vincente dell'intero romanzo.
Di fatto, è una donna in carne ed ossa che non ha nulla a che fare con il genere di questo libro. Si presenta da subito come una scribacchina un po’ sfortunata, come ho già detto, con una mole di delusioni alle spalle che la rendono una persona tutt’altro che proiettata nell’utopico. A dare il via alla storia vera e propria, dunque, non è la protagonista in quanto tale ma proprio il suo luogo di lavoro, un negozio di antiquariato.
È curioso, dunque, che il movente, la causa, la ragione (o comunque la si voglia intendere) del carattere fantasy di tale narrazione sia appunto l’ambiente etichettabile quasi come co-protagonista.
La fantasia pertanto, serpeggia entro questo spazio d'azione e regala dinamismo e ritmicità alla narrazione che si dispiega in un'atmosfera divisa tra il reale e la magia, in un'aura alla quale è impossibile sottrarsi, in una bellezza che sembra scorrere troppo veloce, che porta a divorare quelle pagine in maniera talmente vorace che si arriva all'ultima parola senza rendersene conto, in un battito d'ali.
Consiglio questo libro a tutti i lettori innamorati del caos, del sublime, di Napoli.